«Lì ho sognato, ho pianto, ho vinto.»
Adriano Russo parla del Matusa, lo stadio dove ha giocato col Frosinone. Quando ha aperto la sua pizzeria, le ha dato quel nome.

Dallo stadio alla pizzeria
- 1932
A Frosinone apre lo stadio Comunale. Negli anni Settanta un giornalista locale lo ribattezza «il Matusa», da Matusalemme, perché era già vecchio. Il nome resta.
- 2013
Adriano Russo, difensore centrale nato a Napoli, arriva al Frosinone. Aveva già un accordo con la Spal, ma sente che a Frosinone lo vogliono davvero e firma.
- 2015
Seconda promozione di fila: il 16 Maggio il Frosinone conquista la prima Serie A della sua storia. La gioca al Matusa, con una deroga perché lo stadio è troppo piccolo per la categoria.
- 2017
Il Matusa chiude. Il 15 Giugno i tifosi lo salutano in campo, poi viene demolito tranne la tribuna centrale. Al suo posto oggi c'è il Parco del Matusa.
- 2019
Adriano chiude la carriera da calciatore. Per lui il calcio è «un capitolo chiuso», e a Frosinone resta.
- 2020
Il 12 Ottobre apre Matusa Pizzeria. Una settimana dopo arriva il nuovo lockdown e si va avanti con l'asporto. «All'inizio è stata tosta», racconta.

Dal campo alla sala
Adriano ha imparato a fare la pizza, con un impasto idratato al 70%. Al forno però ci sono pizzaioli scelti da lui: «sono tutti numeri dieci».
Nei primi anni lo trovavi in sala, a servire ai tavoli. Allo staff spiega le cose con esempi di calcio, come faceva con lui il suo allenatore Roberto Stellone. Napoletano di nascita, si definisce ciociaro acquisito: per un calciatore, dice, Frosinone è la città ideale.
«Lo stadio Matusa e i tifosi frusinati non si dimenticano.»
La storia continua a tavola, in Via Tommaso Landolfi 12.